Seleziona una pagina

Daniele Dell’Angelo Custode

Nato a Mettmann (Düsseldorf), diplomato maestro d’arte nel 1977, vive e lavora a Nardò (Lecce).

Inizia prestissimo a praticare la lavorazione del metallo nel laboratorio del padre.
Proprio il precoce contatto con quella materia gli permette di recepirne le qualità e comprenderne le particolarità progettuali che lo porteranno a adottarne le sofisticate caratteristiche e fare sue le potenzialità di trasformazione.

Risalgono agli anni ‘80 infatti le prime sperimentazioni sul metallo, capaci di convincere del modo diversificato di trarne le alternative possibilità d’uso. Contemporaneamente aumentano le occasioni di collaborazioni con professionisti del settore del design, dell’arredamento, dell’architettura d’interni o dell’arte urbana.

Da qui l’inequivocabile esperienza nella gestione del metallo e del suo inserimento nello spazio che, nella sperimentazione della variazione di scala, egli aggiorna continuamente, affrancandolo dalle sue classificazioni tecnologiche.
Sempre più chiara diventa la sua crescita personale a stretto contatto con i sistemi di lavorazione e approccio alla componente materica di cui continua ad indagare l’essenza e la potente espressività.

Negli anni ’90, procede ad accostare delle linee luminose inserite nella struttura metallica che diventano tubolari intrecciati, incrociati, posti in serie, dallo sviluppo ‘lineare’; nasce così la serie dei ‘tralicci’.
Con l’accostamento di strutture metalliche di ‘recupero’ ad elementi standard, sperimenta composizioni che presagiscono possibili dettagli per preparare scenari trattati ‘fuori scala’.

I piccoli modelli diventano ‘oggetti’ che discutono con lo spazio e la città per sperimentazioni d’arte urbana, in cerca della qualità dei luoghi.
L’artista oggi continua ad ‘interrogare’ la materia del suo lavoro e con interesse da parte di amministrazioni, associazioni, collezionisti, partecipa con personali e collettive ad esposizioni artistiche, crea installazioni d’arte contemporanea.

Degli ultimi tempi, sono i piani metallici trattati, scheggiati, scalfiti, abrasi.
Ma rimane sicuramente la caratteristica di quest’ultimo periodo il modo di ‘intaccare’ l’acciaio, ripiegare la sua lucentezza studiandone i riverberi ambientali recuperando quell’azione che, intervenendo sulla materia, modifica lo spazio attorno.
Va evidenziandosi sempre più, la componente ‘funzionale’, di quell’arte informale che l’artista individua, nella scultura e nella lavorazione del metallo.
Le opere recenti evidenziano infatti una concreta maturità nell’uso del ferro esposto a diverse sollecitazioni.
L’artista si divincola da classificazioni, gestendo liberamente le creazioni dei corpi metallici.
Le sue opere sono indirizzate verso quell’arte informale, che spazialmente evoca le interessanti contaminazioni materiche delle avanguardie, ma da cui l’autore riesce a
rileggere ed isolare una sofisticata, contemporanea espressività.
Le opere riscuotono interesse per la loro colta elaborazione, inserendosi nel pae
saggio artistico, per il quale Daniele Dell’Angelo Custode, davvero mostra di avere ancora molto da dire.

FUOCO E MARTELLO, PASSIONE E DEDIZIONE

di Stefano Danieli e Francesca Giovando

 

Invenzione, sapienza, estro e buon gusto. Manipolatore del ferro e giocoliere della fiamma ossidrica, le sue mani il suo cervello e il suo cuore sono d’artista: tutto questo è il Maestro Scultore Daniele Dell’angelo Custode della provincia di Lecce.
Sono passati poco più di due anni da quell’agosto del 2018 quando durante una passeg
giata per la Città di Nardò veniamo catturati da una forma metallica insolita, un cubo d’acciaio con mille sfaccettature specchiate dove il Barocco circostante ne era riflesso. Emozione e stupore nel ritrovarlo adiacente all’ingresso del giardino del palazzo di Città. Sentinelle, così riportava il nome applicato su di un mattone in tufo ai piedi di queste due forme giganti una a fianco all’altra, armoniose tra di loro e imponenti con il loro corpo d’acciaio come a proteggere il palazzo.

Ecco, tutto questo ci ha portati a rintracciare colui che è artista di queste forme e nel suo laboratorio in ogni angolo forme specchi di acciaio lucido, sculture con l’anima come se avessero il bisogno di trovare altrove una dimora perpetua.
Il conoscerlo ci ha condotti a considerare e a trovare il significato dei suoi lavori che è basato su dei concetti spazio/temporali riguardanti il cosmo, la natura e il rapporto
dell’uomo con questi.

La maestria dello scultore D. Dell’Angelo Custode si esterna in tutta la sua bellezza con la delicata eleganza nell’utilizzo dei materiali. I materiali nelle mani dell’artista diventano tele e pennelli, in realtà nel quotidiano essi vengono utilizzati per altri scopi, mentre la maestria di Daniele sta nel dare quella leggerezza e delicatezza maturata negli anni. E’ una sapiente dedizione, frutto di studio di ricerca di trovare il mezzo per comunicare la propria percezione personale ed artistica nel contesto di oggi. Utilizzando i metalli, la fiamma ossidrica, il martello sapientemente e in modo attento, durante questo processo innovativo e di trasformazione Daniele ferma il tempo e osserva il lento evolversi della materia che prende forma.

Ogni istante è contornato da una profonda emozione, la materia si lascia scoprire e la materia guidare da quelle mani, un progetto mai definito, una lenta continua trasformazione che lascia l’artista libero di sorprendersi.

All’interno del manifesto del Transmanierismo il Maestro Daniele assume una connotazione trasversale, Daniele Dell’Angelo Custode è colui che ci lascia scoprire una materia inusuale assumendole un’anima, creando una sinergia tra anima e corpo, che è la fantasia dell’artista e la scultura e la struttura, la materia in sé.

una maniera, è una nuova espressione d’arte che si interseca in modo armonico e va a completare ed arricchire il prezioso tesoro culturale del Movimento, così i Maestri fondatori riscoprono in Daniele Dell’Angelo Custode una nuova concezione della materia, una sfida fisica e di forma, una estrazione cromatica voltasi a creare un ritorno generazionale, che si svolge sull’utilizzo del riscoprire i colori che sono all’origine della nostra essenza.

L’arte di Daniele riesce a farci percepire le sottili sfumature che accarezzano la nostra anima, la carica espressiva dell’arte di Daniele inebria i nostri sensi e li solletica delicatamente.
È percezione.

Flettere e riflette. Il connubio tra il manifesto del Transmanierismo e il nuovo concetto espressivo di cultura dell’arte contemporanea.
Flessione che trova spazio e fa riflettere sul nostro quotidiano, sull’essenza del vivere l’istante assaporandone i contorni e le forme.

Riflessione che è trova spazio nel nostro io allo specchio, nella concezione di quello di cui abbiamo bisogno per stare bene e vivere a pieni polmoni.
Arte che fa bene alla nostra anima.
Il transmanierismo si riaffaccia al mondo contemporaneo partendo dai concetti base
di Giorgio Celli, fondatore del Manifesto.

La bellezza dell’essere diverso, la percezione espressiva dell’arte che attraversa le diverse forme ed espressioni, così l’opera diventa viva e animata, la lavorazione della materia di Daniele Dell’Angelo Custode è uno scoprire e riscoprire la bellezza dell’arte contemporanea, supportata dai fondatori, i quali in Daniele hanno trovato una chiave espressiva contemporanea e trasversale che abbracciasse la loro arte.

METROPOLIS

ferro, cm 88×170

COLONIE

Inox, cm 66×120

DREAMSCAPE

alluminio, corten e ferro, cm 56×87

TRACCE

alluminio, cm 63×144

CONTACT

Phone +39 3473595339

info@danieledellangelocustode.com

 

Follow